sabato 25 febbraio 2012

Earth Day e varie.

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Dai posto seriamente stavolta osservate lo sguardo, e’ come quello di ieri della luna, col sorriso..e’ stato bella vederla perche’ di solito la si vede in verticale come spicchio se e’ a sinistra e’ calante..invece se e’ a destra e’ crescente..ma stavolta era sotto lo spicchio tipo emoticon a barchetta e sorrideva per compensare l’anno bisesto o anno funesto..dai.. comincio con le giornate ricorrenti a .. al 22 aprile ci sara’ la 42.ma  giornata mondiale dedicata alla terra o Earth Day e quindi circa 1 miliardo e pussa di persone di 175 paesi faranno buoni proponimenti tipo usare meno l’auto o comprare cibo a Km 0 dal contadino vicino di casa, cercate anche voi di contribuire alla minor emissione di gas nocivi non intasate le strade ricordandovi che la benza ormai e’ a 1,90 € al litrazzo e lasciate che io possa andare al mare senza fare 6 ore di coda.. e meno male che era serio il post ma come si puo’ essere seri con tutte queste giornate, sembrano la classica presa per il culo..insomma i nostri buoni propositi anche per il  22 marzo che e’ la giornata per l’acqua e speriamo che il mio vicino metta a posto sto cazzo di scarico che perde in continuazionee per fortuna pareggiamo con Tommaso, non il fratello di Benedetta ma quello col naso rosso che va solo a vino e con l’acqua manco ci si lava i piedi..poi ci sara’ il 17 giugno che e’ la giornata della desertificazione (aspettate che rileggo perche’ la parola mi suona male..no va bene avevo letto una parte romantica)..quindi contro l’avanzata del deserto che negli ultimi 40nni ha ridotto di 1/3 di terra coltivabile..sti cazzi, tra 40 anni i posteri la troveranno lunga vero… ma io non ci saremo. Sempre parlando di giornate e siamo sempre seri e osservate il viso.. ci sta pure il 13 ottobre che e’ la giornata dell’habitat ovvero progettare il nostro futuro urbano boh..e ancora la giornata contro la miseria al 17 ottobre e padre Wresinski dice che dove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell’uomo sono violati ed occorre unirsi per farli rispettare in quanto e’ sacro dovere.. belle parole padre peccato che il Monti sta facendo di tutto il contrario non come il Robin Hood.. insomma chi ha molto deve dare al fratello povero ed e’ meglio che lo faccia in quanto il fratello a un certo punto si incazzera’ come una iena e rompera’ il culo al fratello che ha troppo, quindi se volete aver salvo il lato B sapete cosa fare vero?Io non corro di questi problemi..ho gia’ dato.. Ma adesso vi ho rotto le palle abbastanza con le ricorrenze alle giornate mondiali e se chiudo qui non mi sento a posto  basta con ste giornate e so che la gente vuole ridere..ci pensano i film la televisione, gli spettacoli teatrali a soddisfare questa richiesta. Non c’e’ dubbio che ogni generazione ha un differente modo di ridere perche’ ha una differente maniera di accostarsi alla vita, ai problemi.

L’eccessiva offerta della risata, attraverso le tante forme della comunicazione, non giova alla qualita’ della comicita’ e dell’umorismo. Certe persone sostengono che la comicita’ sia un fatto tecnico, un uso ben architettato del mestiere di attore. Ma cosi’ la comicita’ scopre il suo limite, perche’ e’ generata da meccanismi tecnici e non da un approccio a quanto vi e’ di umano, di contradditorio o di paradossale delle cose e delle persone ed e’ quello che solitamente faccio nei post, far ridere non basta, bisogna attraverso il ridere accompagnare chi legge nelle pieghe segrete della vita, del tipo riso amaro di Pirandello o anche di certi attori sudisti nostri che ci provano coi vari Benvenuti sia al sud che al nord. Ad oggi la comicita’ si tiene lontana dalle fonti di sofferenza e ripudia attingere a problematiche sociali, un poco come nel rigoletto che come buffone di corte deve far ridere a richiesta del suo padrone o signore che gli dice..fammi ridere buffone.

L’epoca nostra e’ proiettata verso l’ottimismo di massa e quindi verso un’allegria che concede ben poco ai mugugni e alle riflessioni dei drammi sociali. E pensare che a parer mio..la risata e’ un momento liberatorio, la fuga dalla realta’. Ecco perche’ non vado molto per il sottile e cerco di catturare il lettore..la qualita’ della risata e’ secondaria e possiamo anche concedere le varie frasi che scrivo e l’importante e’ che non debba seppellire nel turpiloquio o linguaggio scurrile di bassa estrazione. Il lettore vuole ridere, e’ depresso e vuole dimenticare le tristezze? Va bene ma pero’ a voler far ridere a tutti i costi..non paga..alla distanza e’ chi scrive che puo’ subire la deformazione di immagine e quindi da comico diventa buffone ..e mi domando..ma conviene dire cazzate se poi di riflesso divento buffone? Bah..fine della riflessione che ho tentato di fare seria inizialmente con le giornate ricorrenti ma agli effetti non lo e’.. cosi' e se vi pare.. fanculo e si vede che ho frequentato la Sorbonne vero?.